La norma ISO/IEC 17025 è il riferimento internazionale per la competenza dei laboratori di prova e taratura, garantendo risultati affidabili e accettati a livello globale. Pubblicata nella sua ultima edizione nel 2017 (recepita in Italia come UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018), essa ha introdotto importanti novità come l’approccio basato sul rischio, una struttura rivista e maggior enfasi su imparzialità e competenza del personale.
A distanza di circa un decennio, ISO ha avviato il processo di revisione per una nuova edizione prevista per il 2027, al fine di adeguare la norma ai cambiamenti tecnologici e operativi del settore. Di seguito esaminiamo le modifiche in discussione e le implicazioni attese per i laboratori durante la transizione.
Modifiche proposte rispetto all’edizione 2017
1. Mantenimento della struttura per requisiti tecnici e gestionali: L’edizione 2017 ha riorganizzato la norma in 8 capitoli, separando chiaramente requisiti generali, strutturali, di risorsa, di processo e di sistema di gestione. Questa impostazione, condivisa con altre norme ISO/CASCO (serie 17000) e allineata ai principi di ISO 9001:2015, ha semplificato l’integrazione con sistemi qualità aziendali. La nuova revisione non dovrebbe stravolgere tale struttura, ma piuttosto chiarire alcuni punti: ad esempio, potrebbe essere esplicitata la non obbligatorietà di un Manuale della Qualità, già di fatto non richiesto nel 2017 (in ottica “less paper”). Ci si attende continuità nell’impianto generale, con miglioramenti puntuali anziché un cambio radicale.
2. Rafforzamento del risk-based thinking e approccio prestazionale: La ISO/IEC 17025:2017 ha introdotto il pensiero basato sul rischio in vari requisiti, sostituendo approcci prescrittivi con maggiore flessibilità decisionale. La versione 2027 punterà probabilmente ad approfondire l’integrazione del risk management nelle attività di laboratorio. Ciò potrebbe tradursi in linee guida più dettagliate per identificare, valutare e mitigare rischi e opportunità legati a prove e tarature (es. rischi per l’imparzialità, rischi nei criteri di conformità, ecc.). Allo stesso tempo, l’approccio orientato ai risultati (performance-based) sarà confermato: meno enfasi su procedure obbligate, più focus sulla capacità del laboratorio di garantire validità e affidabilità dei dati di prova. Questo consente ai laboratori di adattare processi e controlli in funzione del proprio contesto, pur rispettando i requisiti minimi di competenza e consistenza operativa.
3. Aggiornamenti terminologici e tecnologici (digitalizzazione): Come già avvenuto nel 2017 (che aggiornò termini e definizioni, introducendo ad esempio il concetto di “laboratorio sviluppatore di metodi” e adeguando il linguaggio all’evoluzione IT), la nuova edizione rifletterà le innovazioni dell’ultimo decennio. In particolare, si prevedono riferimenti espliciti alla gestione di sistemi digitali e dati informatici nei laboratori. Il crescente utilizzo di LIMS (Laboratory Information Management Systems), firme elettroniche, strumenti connessi e database cloud impone di chiarire requisiti su integrità e sicurezza dei dati. EUROLAB – la federazione europea dei laboratori – ha già pubblicato linee guida sulla digitalizzazione in ambito 17025, focalizzate su valutazione dei rischi IT, sicurezza dei dati, validazione dei sistemi informatici e uso di tecnologie digitali per migliorare efficienza e accuratezza. È plausibile che la ISO/IEC 17025:2027 incorpori alcuni di questi principi, richiedendo ad esempio controlli sulla protezione dei dati di prova, backup e ripristino, gestione dell’accesso ai sistemi, e accettazione di documenti digitali come equivalenti a quelli cartacei.
4. Chiarimenti sul campionamento e attività fuori sede: Una novità dell’edizione 2017 fu l’inclusione esplicita delle attività di campionamento nel campo di applicazione della norma (clausola 7.3), permettendo di accreditare laboratori anche per la sola fase di prelievo campioni. Tuttavia, a livello internazionale c’è stata incertezza su quando usare ISO 17025 vs ISO 17020 (ispezioni) per accreditare il campionamento “stand-alone”. La revisione 2027 dovrebbe fornire indicazioni più chiare. Recenti risoluzioni europee hanno già stabilito che ISO/IEC 17025 è lo standard preferibile per l’accreditamento di organismi che effettuano solo campionamenti, anche se ISO 17020 può essere usato in alternativa integrando tutti i requisiti pertinenti di 17025. Ciò suggerisce che la nuova norma enfatizzerà la competenza nel campionamento (piani di campionamento scientificamente fondati, controlli per evitare contaminazioni, stima dell’incertezza di campionamento) e ne faciliterà l’inclusione nello scopo di accreditamento del laboratorio. Saranno probabilmente aggiunte note o annex esplicativi su come gestire il campionamento come attività a sé stante e su come riportare i risultati di campionamento nei rapporti di prova.
5. Maggiore allineamento con ISO 9001:2026 e ISO 15189:2022: La ISO/IEC 17025:2017 fu sviluppata considerando i requisiti di ISO 9001:2015; analogamente la nuova edizione terrà conto della futura ISO 9001:2026 (in fase di elaborazione) per assicurare coerenza nei principi di gestione della qualità. Nonostante ISO 17025 non segua esattamente la Struttura di Alto Livello dei sistemi di gestione, ne condivide molti concetti (contesto, miglioramento continuo, approccio per processi). Ci si aspetta dunque che termini e concetti nuovi introdotti in ISO 9001 (ad es. “resilienza”, “sostenibilità” o altri focus emergenti) siano valutati e, se pertinenti, integrati. Inoltre, si considererà ISO 15189:2022 (laboratori medici) che, nella sua revisione recente, è stata allineata strutturalmente alla 17025:2017. Pur trattando ambiti diversi, le due norme condividono requisiti sulla competenza tecnica e gestione qualità; la ISO 17025:2027 potrebbe quindi recepire buone pratiche emerse in ambito medico, ad esempio un’attenzione ancora maggiore alla gestione del rischio per il paziente/cliente, o richiami alla sicurezza (ISO 15190) per chi opera in laboratorio. L’obiettivo è facilitare le sinergie tra standard: molti laboratori di prova operano in sistemi integrati (ad es. conformi anche a ISO 9001, o in ambito sanitario migrano da 17025 a 15189), quindi allineare requisiti e terminologia riduce duplicazioni e conflitti.
6. Altre possibili novità tecniche: Nel dettaglio operativo, la comunità dei laboratori e degli enti di accreditamento ha identificato alcuni punti dell’edizione 2017 meritevoli di miglioramento, che la revisione potrebbe indirizzare:
Decision rules e dichiarazioni di conformità: il §7.8.6 della norma 2017 ha introdotto l’obbligo di definire regole decisionali considerando il rischio di errore (falso accettamento/rifiuto). Questo aspetto ha creato dubbi applicativi; la nuova norma potrebbe fornire indicazioni più chiare o flessibili su come stabilire e documentare tali regole.
Verifiche interlaboratorio e metrologia: con l’uscita della nuova ISO/IEC 17043:2023 (prove valutative tra laboratori) è probabile un aggiornamento dei riferimenti e una maggior enfasi sulla partecipazione a circuiti interlaboratorio come strumento di assicurazione qualità dei risultati. Anche i requisiti sulla rintracciabilità metrologica rimarranno centrali, con eventuali riferimenti aggiornati a documenti ILAC (P10) o guide tecniche per stimare l’incertezza di misura.
Competenza e formazione del personale: potranno essere affinati i requisiti su addestramento continuo, soprattutto riguardo alle nuove competenze digitali (uso di software, cybersicurezza, ecc.) richieste al personale tecnico e gestionale. Si potrebbe incentivare un approccio più proattivo alla formazione per tenere il passo con l’innovazione tecnologica.
Imparzialità e integrità: i concetti di imparzialità e gestione dei conflitti di interesse (clausola 4.1) restano fondamentali. La revisione potrebbe includere esempi o note su situazioni di rischio di imparzialità emerse in questi anni (ad es. pressioni economiche, contratti di outsourcing, utilizzo di dati non verificati) e come mitigarle. Anche la riservatezza (clausola 4.2) potrebbe toccare aspetti nuovi, come la protezione dei dati digitali dei clienti e risultati (cybersecurity).
Documentazione e manualistica: come già detto, la tendenza è snellire. L’Opzione B (laboratorio già conforme a ISO 9001) resterà come via alternativa per soddisfare i requisiti del sistema di gestione (clausola 8), riconoscendo le certificazioni qualità esterne. In generale, la norma potrebbe incoraggiare l’uso di strumenti elettronici per documenti e registrazioni, purché controllati e affidabili.
Implicazioni per i laboratori nella fase di transizione
1. Tempistiche di pubblicazione e periodo di transizione: La pubblicazione della nuova ISO/IEC 17025 è attesa nel 2027. Se confermato questo calendario, ci si aspetta che ILAC/IAF stabiliscano un periodo transitorio di circa 3 anni (simile a quello concesso per l’edizione 2017) per migrare gli accreditamenti alla nuova versione. Ciò significa che, ad esempio, i certificati ISO/IEC 17025:2017 potrebbero restare validi fino al 2029-2030, entro cui tutti i laboratori dovranno adeguarsi. È importante tenere d’occhio le comunicazioni di ILAC e dell’EA (European co-operation for Accreditation) che ufficializzeranno le scadenze: a suo tempo, ad esempio, ILAC estese la transizione al 2017 fino a giugno 2021 per dare respiro durante la pandemia. Eventuali proroghe o supporti straordinari verranno valutati in base alle difficoltà riscontrate dai laboratori nell’implementare i nuovi requisiti. Accredia, l’ente italiano di accreditamento, emanerà presumibilmente circolari e documenti tecnici per guidare i propri laboratori accreditati nel percorso di adeguamento, con indicazione di milestone intermedie (es. termine per presentare piani di transizione, aggiornamento di RT-08 Regolamento Accredia, etc.).
2. Impatto sul Sistema Qualità del laboratorio: Ogni revisione normativa richiede di rivedere il proprio Sistema di Gestione per la Qualità. I laboratori dovranno condurre una gap analysis tra i requisiti 2017 e 2027, identificando le aree dove intervenire. Aspetti come la documentazione di sistema (manuali, procedure) potranno essere snelliti o riorganizzati: ad esempio, se il nuovo standard eliminerà definitivamente l’obbligo del manuale qualità, il laboratorio potrà decidere se mantenerlo come riepilogo interno o assorbirne i contenuti altrove. Sarà fondamentale aggiornare la mappatura dei processi tenendo conto di nuovi requisiti su rischi, digitalizzazione e campionamento. Inoltre, dovranno essere rivisti accordi con fornitori e clienti per includere eventuali nuovi obblighi (ad es. in ambito privacy dei dati di prova). In sintesi, il sistema qualità dovrà evolvere da subito in modo proattivo: i laboratori più virtuosi inizieranno già nel 2025-2026 ad adeguare le proprie procedure in previsione, così da trovarsi pronti quando la norma sarà pubblicata.
3. Accreditamenti e audit di transizione: Gli enti di accreditamento (Accredia in Italia) programmeranno visite straordinarie o di sorveglianza mirate alla transizione. Dopo la pubblicazione della ISO 17025:2027, è prassi che all’audit successivo il laboratorio debba dimostrare di aver avviato l’adeguamento; in seguito, entro la fine del periodo transitorio, subirà una verifica completa sulla nuova edizione per confermare l’accreditamento. I valutatori presteranno attenzione speciale ai nuovi requisiti: ci si può aspettare, ad esempio, approfondimenti sull’analisi dei rischi del laboratorio (evidenze di identificazione e trattamento dei rischi principali), sulla gestione dei dati digitali (come vengono protetti e validati i sistemi informatici) e sulle modalità di campionamento (tracciabilità dei campioni e calcolo incertezza di campionamento). I laboratori farebbero bene a aggiornare per tempo il riesame di direzione inserendo all’ordine del giorno le novità normative e pianificando risorse per la transizione. È utile anche anticipare l’adeguamento attraverso audit interni straordinari: ad esempio, eseguire un audit simulando i criteri della nuova norma, per identificare eventuali non-conformità prima dell’audit ufficiale di Accredia.
4. Formazione del personale e cultura organizzativa: L’aggiornamento normativo impatterà vari ruoli in laboratorio – dal Responsabile Qualità ai tecnici di prova – richiedendo un investimento in formazione. Occorrerà formare il personale sui cambiamenti concettuali (es.: perché si enfatizza maggiormente la gestione del rischio o la sicurezza dei dati) e su quelli operativi (es.: come implementare una nuova regola decisionale o documentare diversamente un’attività di taratura). Accredia e gli enti di normazione (UNI) probabilmente organizzeranno corsi e webinar dedicati alla ISO/IEC 17025:2027, così come associazioni di settore e consulenti. È consigliabile coinvolgere il personale fin da subito, comunicando le ragioni della revisione e i benefici attesi: questo aiuta a superare resistenze al cambiamento e a creare una cultura proattiva. I laboratori all’avanguardia potrebbero designare dei “champion” interni per ciascun tema chiave (es. un referente per digitalizzazione, uno per campionamento, ecc.), così da distribuire le competenze e accelerare l’implementazione. Inoltre, data la probabile interconnessione con ISO 9001 e altri sistemi, anche chi gestisce la qualità a livello corporate dovrà essere coinvolto per garantire coerenza tra certificazioni e accreditamenti.
5. Digitalizzazione dei processi di laboratorio: Come evidenziato, una forte spinta della nuova norma riguarda l’adozione di strumenti digitali sicuri ed efficaci. I laboratori dovranno valutare il proprio grado di maturità digitale: uso di software per la gestione delle prove, registrazioni elettroniche, report in formato digitale, monitoraggio ambientale automatico, ecc. Durante la transizione, investire in soluzioni informatiche affidabili sarà quasi obbligato. Andrà posta attenzione alla validazione del software (per assicurare che calcoli e funzioni siano esatti e tracciabili), alla sicurezza informatica (backup regolari, controlli di accesso, protezione da cyber attacchi) e alla formazione digitale del personale. Le nuove linee guida EUROLAB sottolineano di condurre accurati risk assessment sui sistemi digitali e di implementare misure per la data integrity e data security – principi che con ogni probabilità saranno ribaditi anche nella ISO 17025:2027. Un aspetto pratico: i laboratori potranno dover aggiornare le proprie procedure di controllo documenti e registrazioni includendo i formati elettronici (es. conservazione sostitutiva, firme digitali qualificate, ecc.). Nel breve termine, conviene iniziare a digitalizzare processi ancora cartacei (es. moduli di richiesta prove, check-list di calibrazione) per non farsi trovare impreparati.
6. Approccio risk-based e decisioni basate sui dati: L’ulteriore integrazione del risk-based thinking significa che i laboratori dovranno dimostrare con più evidenza come usano l’analisi dei rischi per prendere decisioni. Nella fase di transizione, sarà utile rivedere il risk register del laboratorio: avete identificato tutti i rischi significativi (tecnici, gestionali, informatici, di sicurezza)? Avete definito azioni di mitigazione efficaci? Ad esempio, se un rischio individuato è la possibile perdita di dati di taratura, le contromisure potrebbero includere backup ridondanti e test periodici dei ripristini. L’ente di accreditamento potrebbe chiedere evidenza che tali misure sono in essere e verificate. Inoltre, l’orientamento ai dati e al miglioramento continuo, già presente nel capitolo 8 della norma attuale, potrà essere rafforzato: i laboratori dovranno continuare (e forse intensificare) attività come l’analisi statistica dei risultati (trend di performance, carte di controllo) e i programmi interni di miglioramento. In ottica di transizione, conviene impostare KPI (Key Performance Indicators, in italiano Indicatori Chiave di Prestazione) e metodi di monitoraggio allineati ai nuovi requisiti, in modo da avere informazioni oggettive sull’efficacia del sistema qualità aggiornato.
7. Attività di campionamento e prove in situ: Per i laboratori che effettuano campionamenti ambientali, alimentari, forensi, ecc., la transizione potrebbe richiedere un focus specifico. Con la nuova ISO 17025 è prevedibile una richiesta di maggiore robustezza nei piani di campionamento: occorrerà documentare meglio i criteri di selezione del numero di campioni, le procedure di prelievo e conservazione, assicurando la rappresentatività del campione rispetto al materiale in esame. Inoltre, per chi opera con unità mobili o presso siti del cliente, sarà importante evidenziare come si mantengono controllo e condizioni ambientali adeguate anche fuori dal laboratorio. Aspetti come taratura “on-site” o prove effettuate in ambienti non controllati potrebbero essere oggetto di nuove linee guida nella norma; di conseguenza, i laboratori dovranno forse aggiornare le valutazioni del rischio specifiche per le attività in campo (es. rischio di contaminazione durante un campionamento in esterno, rischio di errore se la strumentazione viene trasportata). Accredia potrebbe richiedere, in fase di transizione, di vedere procedure aggiornate su questi punti e registrazioni di addestramento degli operatori del campionamento in linea con le nuove best practice.
8. Gestione dei dati di prova e rapporti di prova: La qualità e trasparenza dei test report rimane un risultato chiave dell’accreditamento. I laboratori dovranno adattare i propri template di rapporto alle eventuali nuove prescrizioni. Ad esempio, se la norma chiarirà l’applicazione delle regole decisionali, i rapporti di prova dovranno riportare con massima chiarezza la regola utilizzata e il livello di rischio associato (probabilità di errore). È atteso anche un allineamento terminologico con altri standard: ad es. ISO 15189:2022 ha eliminato il termine “Responsabile Qualità” e ha rafforzato la centralità del Direttore del laboratorio; ISO 17025 potrebbe seguire questo trend. Qualsiasi modifica in ruoli o termini dovrà riflettersi nella firma e approvazione dei rapporti (chi è autorizzato a rilasciare rapporti, chi può renderli validi, ecc.). Durante la transizione, i laboratori dovrebbero revisionare un campione di rapporti emessi, valutando se soddisfano le nuove attese: i valutatori di Accredia potrebbero proprio partire dall’esame di rapporti recenti per verificare la conformità alla ISO 17025:2027.
9. Integrazione con altri sistemi di gestione (ISO 9001, 15189, ecc.): Molti laboratori di prova sono parte di organizzazioni più grandi certificate ISO 9001, oppure fanno da supporto a laboratori medici (ISO 15189) o ad attività ispettive (ISO 17020). La transizione alla nuova ISO 17025 andrà coordinata con questi sistemi. Un esempio concreto: se la ISO 9001:2026 introdurrà un approccio alla sostenibilità o alla gestione del rischio di impresa diverso, il laboratorio dovrà assicurarsi che il proprio risk-based thinking a livello 17025 sia coerente col risk management aziendale. Fortunatamente, gli standard moderni tendono ad essere compatibili: l’edizione 2017 di 17025 già “eredita” principi da ISO 9001:2015, e la nuova edizione proseguirà su questa strada. Per i laboratori accreditati 17025 e certificati 9001, potrebbe rivelarsi efficiente unire i programmi di transizione, ad esempio pianificando audit interni integrati sulle due norme aggiornate. Nel caso di laboratori medici che finora usavano 17025 e dovranno passare a 15189 (il nuovo 15189:2022 ha una transizione in corso fino al 2025-2027 per molti accreditamenti), sarà cruciale confrontare i requisiti dei due standard aggiornati: differenze minori ridurranno lo sforzo, mentre eventuali divergenze andranno gestite con procedure distinte. In ogni caso, è raccomandabile coinvolgere gli organismi di certificazione (per ISO 9001, ad esempio) nel processo, così che comprendano le nuove esigenze del laboratorio e le tengano presenti nelle loro verifiche.
Scadenze, tappe del processo di revisione e raccomandazioni
Tappe del processo di revisione
Il percorso di aggiornamento normativo segue iter partecipativi e a tappe. Già nel 2021 ISO ha condotto un’indagine pubblica globale per raccogliere feedback sull’edizione 2017, coinvolgendo laboratori, accreditatori e utilizzatori della norma. L’esito positivo ha portato all’avvio formale della revisione nel comitato ISO/CASCO competente. Tipicamente, lo sviluppo di una norma internazionale attraversa fasi di Working Draft (WD), Committee Draft (CD), Draft International Standard (DIS) e Final Draft (FDIS) prima della pubblicazione. Per ISO/IEC 17025:2027 possiamo attenderci:
2024: circolazione di una bozza interna (CD) tra gli esperti del gruppo di lavoro, con discussione delle proposte di modifica.
2025: emissione di un DIS – bozza ufficiale – aperto ai commenti di tutti i membri ISO. Sarà il momento in cui anche enti come UNI, Accredia, associazioni scientifiche potranno inviare osservazioni formali.
2026: possibile passaggio a FDIS (se i commenti DIS trovano consenso) e voto finale tra gli organismi nazionali.
Pubblicazione entro il 2027: se non vi sono intoppi, la nuova norma vedrà la luce entro quell’anno, in inglese e francese, seguita a ruota dalle adozioni nazionali (in Italia presumibilmente come UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2027 entro pochi mesi).
Va però ricordato che le tempistiche potrebbero subire variazioni in base alla complessità dei commenti e al raggiungimento del consenso internazionale. Ad esempio, la recente ISO 15189:2022 è uscita con quasi un anno di ritardo rispetto al previsto. Allo stato attuale (fine 2025), le informazioni disponibili indicano il 2027 come target, ma è bene monitorare gli aggiornamenti sui siti ISO e delle associazioni di settore.
Raccomandazioni preliminari per i laboratori
Pur in attesa dei testi definitivi, i laboratori di prova possono fin d’ora prepararsi alla transizione con alcune best practice:
Informarsi e sensibilizzare: Seguire fonti attendibili – circolari Accredia, comunicati ILAC, articoli tecnici – per capire l’evoluzione proposta. Questo articolo stesso, con fonti da ISO, EA, EUROLAB, fornisce un quadro iniziale. Diffondere queste informazioni chiave all’interno del laboratorio (riunioni, newsletter interne) aiuta a creare consapevolezza dell’arrivo di cambiamenti.
Valutare lo stato attuale: Condurre un check-up del proprio sistema rispetto ai temi emergenti. Ad esempio: abbiamo un solido processo di analisi del rischio? Come gestiamo oggi i sistemi digitali (es. backup dati di prova)? Abbiamo procedure per il campionamento documentate e aderenti alla prassi migliore? Identificare in anticipo eventuali punti deboli permette di intervenire prima che diventino urgenti.
Investire in competenze e tecnologia: Valutare se le competenze in organico coprono le nuove esigenze. Potrebbe servire nominare o formare un Data Manager per il laboratorio, esperto in sicurezza informatica e gestione di LIMS, dato il peso crescente di questi aspetti. Analogamente, si può iniziare a svecchiare la dotazione informatica, introducendo software validati per calcoli di incertezza, gestione di strumenti, archiviazione risultati, ecc. che rispondano ai requisiti futuri.
Mantenere flessibilità documentale: Nell’aggiornare o creare nuove procedure in questo periodo, conviene adottare una forma flessibile che faciliti l’allineamento alla nuova norma. Ad esempio, se si redige ora una procedura di gestione dei rischi, la si imposti già tenendo conto di ISO 31000 (principi generali) così sarà probabilmente conforme anche alla 17025:2027. Evitare di sovra-dettagliare aspetti che potrebbero cambiare; privilegiare piuttosto riferimenti incrociati alla norma (es. citare i paragrafi della 17025 invece di riportarne il testo) così da dover aggiornare meno documenti quando uscirà la nuova edizione.
Coinvolgere il top management e i clienti: Assicurarsi che la Direzione del laboratorio sia al corrente della prossima revisione e dei potenziali impatti sul business (costi di transizione, necessità di formazione, ecc.), in modo che supporti attivamente il piano di adeguamento. Informare anche i principali clienti dell’imminente aggiornamento normativo – soprattutto se i rapporti di prova o certificati dovranno subire modifiche formali – può rafforzare la fiducia: dimostra che il laboratorio è proattivo nel mantenersi all’avanguardia e conforme agli standard internazionali più recenti.
In conclusione, la nuova ISO/IEC 17025:2027 rappresenterà un passo evolutivo, più che rivoluzionario, nella gestione della qualità tecnica nei laboratori. Continuerà a garantire che i laboratori “operino con competenza, imparzialità e producano risultati validi”, ma aggiornerà tale garanzia al contesto odierno: un contesto dove la tecnologia digitale e l’analisi del rischio sono parte integrante del lavoro di prova. Affrontare per tempo la transizione permetterà ai laboratori non solo di mantenere l’accreditamento senza intoppi, ma anche di cogliere l’opportunità per migliorare i propri processi interni, divenendo più efficienti, sicuri e orientati al futuro. Come sempre, l’accreditamento non è un traguardo statico ma un percorso di miglioramento continuo – e la revisione 2027 sarà un nuovo stimolo lungo questo percorso.


